Occhio di Pernice: cause, rimedi e cure | podologiaverona.it

Occhio di Pernice: cause, rimedi e cure

callo, heloma, ipercheratosi

E’ detto comunemente occhio di pernice, per la sua particolare forma circolare, o più semplicemente callo. In letteratura scientifica viene definito heloma o heloma molle. E’ molto doloroso e per questa ragione è tra le più frequenti patologie che giungono ad osservazione di un podologo.

 

Che cos’è un occhio di pernice?

L’occhio di pernice è un’ipercheratosi ovvero un ispessimento dello strato corneo dell’epidermide. Ha una forma circolare, spesso in rilievo, di colore biancastro e consistenza molle. Questo tipo di lesione si trova negli spazi tra le dita del piede, più frequentemente tra in quarto e il quinto dito: l’umidità e il sudore tipici degli spazi inter-digitali da un lato concorrono a far si che il callo si presenti molle e macerato, e dall’altro possono condurre a un’infezione batterica o fungina secondaria alla lesione.

Va distinto dalla Verruca Plantare che è causata da un’infezione del virus HPV (Human Papilloma Virus) e per questa ragione è bene affidarsi ad un podologo o ad un medico dermatologo. A questo link è possibile verificare se il podologo sta operando in legalità nel rispetto della legge.

Quali sono le cause che provocano la formazione di un occhio di pernice?

Un’ ipercheratosi si forma a causa dell’aumento delle forze e delle pressioni che agiscono nell’area della cute su cui si manifesta.  Queste forze possono essere forze di taglio quindi frizioni o sfregamenti, oppure forze dirette, ossia compressioni e schiacciamenti.

Nello specifico, l’heloma molle si sviluppa solitamente dove due superfici dure vengono a contatto l’una sull’altra, vale a dire a livello delle articolazioni interfalangee delle dita dei piedi dove è apprezzabile una sorta di “nocca”: spesso infatti si osservano lesioni “baciate” che si presentano su entrambe le superfici interne delle dita che sono venute a contatto.

La forma delle dita, eventuali deformità digitali e dell’avampiede  (ad esempio alluce valgo, quinto dito addotto-varo, dita a griffe o a martello), l’uso di calzature a punta stretta o comunque che provocano una compressione delle dita,  sono i fattori principali che favoriscono questo tipo di problematica.

Come tutte le ipercheratosi, l’occhio di pernice NON HA RADICE ma al massimo, può presentare una zona ipercheratosica più nucleata, centrale, più dura che nulla ha a che vedere con il “concetto di radice”. Va quindi escluso con fermezza il comune pensiero che per risolvere il problema va “tolta la radice”. La patologia ha un’esclusiva causa di natura meccanica e per risolverla occorre intervenire sui fattori meccanici che la favoriscono.

 

Come si cura un occhio di pernice?

La callosità viene rimossa in maniera indolore mediante l’utilizzo di lame sterili monouso. A seguito generalmente si applica una medicazione con feltraggio di scarico al fine di ridurre l’infiammazione associata.

Si sconsiglia l’uso di prodotti cheratolitici a base di acido salicilico, specie per i pazienti diabetici o vasculopatici, poiché l’umidità presente tra le dita favorisce l’azione cheratolitica dell’acido anche e soprattutto nelle zone cutanee sane,  aumentando l’infiammazione e il dolore e, nei casi più gravi, provocando vere e proprie lesioni cutanee.

Quali rimedi per l’occhio di pernice?

Come anticipato precedentemente, occorre rimuovere le cause meccaniche che favoriscono lo sviluppo dell’ipercheratosi.

In prima battuta occorre educare il paziente all’utilizzo di calzature che rispettino la forma e il volume del proprio piede evitando puntali stretti che favoriscono lo schiacciamento delle dita.

Nei casi in cui invece è presente una deformità digitale o comunque un atteggiamento delle dita che determini una deviazione o una sovrapposizione delle dita stesse tra loro è bene valutarne le cause biomeccaniche e agire limitando il meccanismo lesionale.

Ortesi digitale in Silicone come rimedio definitivo

 

L’ortesi in silicone rappresenta un’arma efficace, sicura, ben tollerata e che occupa pochissimo spazio nella calzatura: viene realizzata per prevenire la formazione dell’heloma.

ortesi digitale in silicone

Trattasi di un dispositivo realizzato su misura che ha una doppia finalità: in primis quella di separare le due porzioni cutanee delle dita che vanno in conflitto, aumentando le superfici di contatto e riducendo conseguentemente i picchi di pressione che provocano il problema; in seconda battuta, quello di contenere le sovrapposizioni parziali o totali tra le dita, evitando il perpetuarsi del meccanismo lesionale.

Molto spesso, l’ortesi viene confezionata prima della rimozione dell’heloma, in modo tale che su di essa venga realizzato uno scarico mirato finalizzato a ridurre al minimo le pressioni che determinavano la comparsa del problema. Nella foto che segue, è possibile vedere l’impronta sull’ortesi dell’occhio di pernice.

 

ortesi digitale in silicone con scarico mirato

L’ortesi viene realizzata utilizzando materiali morbidi a bassa densità ed occupa un minimo spazio tra le dita e all’interno della calzatura.

ortesi in silicone

 

RIFERIMENTI:

Rodney P. R. Dawber (2002). Text Atlas of Podiatric Dermatology. CRC Press

James G. Marks JR, Jeffrey J. Miller (2019). Lookingbill and Marks’ Principles of Dermatology. Elsevier

 

Appuntamenti

Per appuntamenti chiamare il  +393404199799
dalle 9.00 alle 19.00

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