Tendine di Achille | Infiammazione, Dolore, Tendinite, Tendinopatia

Tendine di Achille. Infiammazione, Dolore, Tendinite, Tendinopatia

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Il Tendine di Achille (o tendine calcaneare) è tendine che si trova nella parte posteriore della gamba e che si inserisce sul calcagno: esso è composto dalle fibre del Muscolo Gastrocnemio, del Muscolo Soleo e, in piccola parte, dalle fibre del Muscolo Plantare.

La sua azione consente il movimento di plantarflessione del Piede, ossia quel movimento che ci consente di camminare sulle punte, allontanando il piede dalla gamba. L’attività del muscolo gastrocnemio inoltre, consente la flessione della gamba, ossia quel movimento che avvicina la gamba alla parte posteriore della coscia.

E’ uno dei tendini più lunghi del corpo umano e tra tutti, il più robusto: a tal proposito infatti, si è visto che è in grado di sopportare carichi elevati fino anche a 12,5 volte il peso del nostro corpo durante attività come la corsa o il salto.

L’intensità del carico e sue caratteristiche strutturali tuttavia espongono il tendine di Achille ad infortuni sia di natura acuta, sia di natura cronica. In questo articolo parleremo delle patologie del Tendine di Achille in base alla posizione anatomica, all’istopatologia e ai sintomi.

Tendine di Achille. Tendinite, Tendinosi o Tendinopatia?

Quando si parla della patologia del Tendine di Achille, molto spesso si usano erroneamente come sinonimi i termini “tendinite”, “tendinosi” e “tendinopatia”. In realtà i tre termini indicano tre condizioni differenti:

  • Tendinite: per tendinite si intende una condizione caratterizzata da infiammazione del tendine. E’ il termine non corretto dal punto di vista istopatologico in quanto numerosi studi scientifici hanno osservato che non c’è alcuna evidenza di infiammazione nel tessuto tendineo.

  • Tendinosi: per tendinosi si intende una condizione caratterizzata da un processo cronico degenerativo del tendine. E’ un termine più corretto dal punto di vista istopatologico ma è tuttavia considerato incompleto e non perfettamente in grado di descrivere la condizione patologica.

  • Tendinopatia: per tendinopatia si intende invece una condizione clinica caratterizata da dolore, gonfiore e limitazione funzionale. E’ un termine generico che tuttavia  meglio descrive il quadro clinico e per questa ragione oggi viene preferito agli altri due.

Tendinopatia del tendine di Achille. Classificazione

La patologia del Tendine di Achille viene distinta in base alla localizzazione, ai sintomi, ai segni clinici e ai riscontri istopatologicidel disturbo.

Si distingue quindi la Tendinopatia Inserzionale ossia una condizione clinica che interessa l’inserzione calcaneare del tendine d’Achille e la Tendinopatia non inserzionale che riguarda invece la porzione del tendine compresa tra i 2 e i 7 centimetri rispetto all’inserzione del tendine sul calcagno.

Tendinopatia Inserzionale del Tendine di Achille 

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La tendinopatia inserzionale si distingue a sua volta in tre quadri clinici distinti tra loro, che tuttavia possono coesistere simultaneamente:

  1. Tendinopatia Inserzionale (propriamente detta) – è localizzata all’inserzione calcaneare del tendine ed è caratterizzata dalla formazione di speroni ossei o da calcificazioni tendinee. Provoca dolore, rigidità e gonfiore. La porzione centrale dell’inserzione del tendine è dolente ala palpazione e lo sperone osseo è palpabile. La fibrocartilagine si presenta calcificata e sono rilevabili piccole lesioni a livello della giunzione osteo-tendinea.
  2. Borsite Retrocalcaneare – Indica un processo infiammatorio della borsa retrocalcaneare compresa tra il tendine di Achille e la porzione del calcagno. Si manifesta con dolore e gonfiore di consistenza morbida.
  3. Borsite retrotendinea o sottocutanea –Indica un processo infiammatorio della borsa retrotendinea o sottocutanea. Si manifesta con dolore, gonfiore di consistenza solida, decolorazione della cute, specie nella porzione postero-laterale del calcagno.

Tendinopatia non inserzionale del tendine di Achille

tendinopatia non inserizionale achille

Anche la tendinopatia inserzionale si distingue a sua volta in tre quadri clinici differenti, che, spesso possono coesistere simultaneamente:

  1. Tendinopatia non inserzionale– è localizzata in una zona compresa tra i 2 e i 7 centimetri dall’inserziona del tendine di Achille su calcagno. E’ una condizione clinica che presenta dolore, gonfiore “nodulare”e limitazione funzionale. Dal punto di vista istopatologico si tratta di tendinosi che, come detto precedentemente, è una degenerazione cronica del tendine.
  2. Paratendinopatia achillea acuta – è caratterizzata da un processo infiammatorio acuto, gonfiore, iperemia e degenerazione del paratenonio, un tessuto che riveste il tendine di Achille che consente il movimento del tendine stesso rispetto ai tessuti circostanti. Il dolore, in questo caso, è indotto dal carico aumentato e dall’attività fisica. All’esame clinico sono presenti crepitii caratteristici.
  3. Paratendinopatia achillea cronica – è un quadro sovrapponibile a quello acuto. Si caratterizza per la presenza di ispessimento del paratenonio causato dalla produzione di tessuto connettivo che causa aderenze tra il tendine e il paratenonio. Queste aderenze riducono il fisiologico movimento del tendine causando dolore, specie a seguito dell’attività fisica.

Tendinopatia del Tendine di Achille: cause

L’eziologia della patologia del tendine di Achille è multifattoriale: non esiste infatti una causa univoca ma un’insieme di elementi che aumentano le probabilità di sviluppare la sintomatologia.  

Distinguiamo fattori intrinseci (età, sesso, ecc.) e fattori estrinseci (attività fisica, farmaci, fattori ambientali ecc.); entrambi concorrono come fattori predisponenti per lo sviluppo di tendinopatie del tendine di Achille, tuttavia nella genesi traumatica acuta, i fattori estrinseci hanno senza dubbio un peso maggiore.

Tra le cause intrinseche, distinguiamo:

  • Età– L’invecchiamento riduce la concentrazione di collagene di tipo I causando una riduzione della resistenza al carico del tendine: questo fatto lo espone ad un maggior rischio di lesioni e quindi dolore.
  • Sesso– L’incidenza è maggiore nei maschi
  • Patologie Sistemiche– Alcuni studi hanno osservato un aumentato rischio di sviluppodi tendinopatie in pazienti con artropatie sieronegative, gotta e iperlipidemia.
  • Fattori endocrini e metabolici – Obesità, sovrappeso e ipertensione concorrono allo sviuppo della patologia del tendine di Achille.
  • Squilibri Muscolari – La riduzione dell’elesticità e della forza muscolare espone il tendine a maggiori stress tissutali e allo sviluppo di lesioni da sovraccarico
  • Anomalie biomeccaniche – Deformità strutturate o atteggiamenti compensatori che portano il piede a sviluppare sindromi pronatorie o supinatorie, oppure limitazioni del movimento della caviglia, possono favorire il sovraccarico del tendine di Achille e conseguentemente esporlo a maggiori rischi di infortunio. Per questa ragione una valutazione fuzionale biomeccanica è sempre indicata per impostare un corretto trattamento.

Tra le cause estrinseche:

  • Farmaci – L’uso di corticosteroidi per via sistemica e, in maggior misura, a seguito di infiltrazioni locali, aumenta il rischio di infortuni e rotture del tendine di Achille. Alterazioni a carico della materice, del collagene e del vascolarizzazione del tendine possono essere indotte anche da alcune classi di antibiotici o da contracettivi orali.
  • Fattori ambientali – le basse temperature e le superfici di allenamento dure o scivolose possono aumentare il rischio di sviluppare tendinopatia achillea.
  • Attività fisica e Sport – Gli sport ripetitivi e/o ad alta intensità rappresentano i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di tendinopatie: in questi casi infatti si parla di traumi da overuse. Atleti che praticano sport che prevedono corsa e salto (running, calcio, tennis, pallavolo, basket) sono i più esposti allo sviluppo di patologie del tendine di Achille.

Tendinopatia achillea: trattamento riabilitativo podologico

Il trattamento riabilitativo della Tendinopatia del tendine di Achille varia a seconda della specificità soggettiva di ogni paziente. Il successo terapeutico dipende dall’efficacia della combinazione dei trattamenti che qui elencheremo:

  • Riposo/Gestione del Carico – Il riposo è il trattamento più importante durante la fase acuta. Non è indicato durante nella patologia cronica del tendine, dove infatti è consigliabile dosare e modulare l’esercizio terapeutico in base al quadro clinico.
  • Talloniere – L’utilizzo di rialzi e talloniere, per un breve periodo, può trovare indicazione in quanto può ridurre lo stress compressivo al tallone e, al contempo, ridurre la trazione del tendine di Achille.
  • Bendaggi e Taping – Bendaggi low-dye o high-dye sono utili in quanto riducono i movimenti compensatori del piede edella caviglia, riducendo di conseguenza lo stress sul tendine di Achille
  • Modifica delle Attività e delle Calzature
  • Laserterapia – L’utilizzo della luce laser trova ottime indicazioni sia nelle fasi acute, sia nelle fasi croniche. E’ particolarmente efficace nei quadri tipicamente infiammatori e quando associata a esercizio terapeutico.
  • Esercizio Terapeutico e Stretching – L’esercizio prevede un progressivo aumento del carico sul tendine, carico tale da non provocare dolore. Sono indicati sia esercizi di rinforzo, sia esercizi di allungamento (stretching). L’obiettivo è quello di ridurre la rigidità, favorire l’allungamento mio-fasciale e al contempo la forza. Molto spesso, quando il contesto biomeccanico lo richiede, è utile associare un lavoro di rinforzo anche su abduttori ed estensori dell’anca.
  • Ortesi Plantari su Misura – I plantari sono in grado di modificare le forze che agiscono sulla pianta del piede; il cambiamento delle forze induce un adattamento nel movimento del piede e dell’arto inferiore tale da ridurre lo stress eccessivo che provoca dolore e limitazione funzionale su un tessuto. Nel caso del Tendine di Achille, la tendinopatia si associa spesso a problematiche di tipo pronatorio del piede (piede piatto o altre condizioni funzionali simili): la correzione del funzione del piede tramite l’ortesi plantare è efficace sia per ridurre il dolore, sia per evitare fenomeni di recidiva.

RIFERIMENTI:

Brotzman, Manske. La riabilitazione in Ortopedia. Elsevier-Masson

Carcia C, Martin R, Houck J, Wukich D. Achilles Pain, Stifness, and Muscle Power Deficits: Achilles Tendinitis. J.Orthop Sports Phys, 2010

Hong-Yun Li and Ying-Hui Hua. Achilles Tendinopathy: Current Concepts about the Basic Science and Clinical Treatments. BioMed Research International, 2016

Valderrabano V, Easley M. Foot and Ankle Sports Orthopaedics. Springer, 2016

Maffulli N, Almekinders LC. The Achilles Tendon. Springer, 2007

 

Appuntamenti

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